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EIACULAZIONE
PRECOCE, LA DISFUNZIONE SESSUALE PIU’ DIFFUSA NELL’UOMO
L’eiaculazione
precoce è l’incapacità di controllare
l’eiaculazione, si verifica sempre o spesso, in seguito ad una
stimolazione sessuale anche minima, durante la penetrazione vaginale
o perfino prima che quest’ultima sia avvenuta. Da una recente
indagine internazionale è emerso che coinvolge un uomo su
quattro tra i 18 e 70 anni, quindi, è considerata la
disfunzione sessuale più diffusa nell’uomo.
Si distingue una
“eiaculazione primaria”, generalmente presente fin
dai primi approcci sessuali ed una “eiaculazione
secondaria”, consequenziale ad alcune patologie come la
prostatite, infiammazioni dei genitali esterni, frenulo prepuziale
breve, ansia da prestazione, ecc. A volte, anche una disfunzione
erettile all’esordio può presentarsi con E.P.
Non sempre, però,
la causa dell’E.P. è da attribuire ad un problema
soltanto organico o psicologico, spesso vi è la coesistenza di
entrambi i fattori, in grado di potenziarsi a vicenda.
Lo stimolo eiaculatorio
è sotto il controllo del sistema nervoso centrale tramite
neurotrasmettitori come la serotonina. Per tale motivo, molto spesso,
l’E.P. è associata ad una ridotta concentrazione di
serotonina.
Per identificare e far
emergere gli uomini affetti da E.P., nell’Agosto 2007 su
European Urology è stato pubblicato da Simmonds ed altri un
questionario, le domande sono:
Quanto è
difficile per te ritardare l’eiaculazione? Per niente (0
punti); un pò difficile (1 punto); moderatamente difficile (2
punti); molto difficile (3 punti); estremamente difficile (4 punti);
Ti capita di
eiaculare prima di quanto vuoi? 0% delle volte (0 punti);
intorno al 25% delle volte (1 punto); circa il 50% delle volte (2
punti); più della metà delle volte (3 punti); quasi
sempre o sempre (4 punti)
Ti capita di
eiaculare con una minima stimolazione? Quasi mai o mai (0
punti); meno della metà delle volte (1 punto); circa il 50%
delle volte (2 punti); più della metà delle volte (3
punti); quasi sempre o sempre (4 punti);
Ti senti
frustrato perché eiaculi prima di quanto vuoi? Per niente
(0 punti); un pò (1 punto); moderatamente (2 punti); molto (3
punti); estremamente (4 punti);
Quanto sei
preoccupato che la durata del tempo per eiaculare lasci
insoddisfatta la tua partner? Per niente (0 punti); un pò
(1 punto); moderatamente (2 punti); molto (3 punti); estremamente (4
punti);
Sommando
i punteggi collegati a ciascuna risposta si ottiene il risultato
finale:
Inferiore
a 9: non eiaculazione precoce; Da 9 a 10: probabile eiaculazione
precoce; Superiore a 10 punti: eiaculazione precoce.
Oltre
all’E.P. esistono altri disturbi eiaculatori
responsabili di un “disagio” sessuale:
Orgasmo
ipostenico o anedonico, si ha quando il soggetto prova orgasmi
di breve durata e scarsa intensità, nella maggior parte dei
casi le cause sono dovute a: disfunzione erettile, patologie
prostatiche, conflitti relazionali e/o psicologici;
Eiaculazione
ritardata, si verifica quando il tempo che intercorre tra la
penetrazione e il raggiungimento dell’eiaculazione si prolunga
oltre di quanto l’individuo desideri, creandogli disagio; le
cause possono essere molteplici: ridotta sensibilità del
glande; diabete; malattie del midollo spinale; assunzione di farmaci
antidepressivi; eccessiva assunzione di alcol e/o stupefacenti;
cause psicogene di varia natura;
Assenza di
eiaculazione (aneiaculazione), avviene quando il paziente non
riesce mai ad eiaculare, verificatasi a seguito di lesioni nervose
subite durante interventi chirurgici;
Eiaculazione
secca (aspermia), in questo caso il paziente ha il riflesso
dell’eiaculazione con la percezione delle sensazioni
orgasmiche ma senza emettere liquido seminale; si può
verificare a seguito di: interventi alla prostata; terapia per la
iperplasia prostatica (eiaculazione retrograda); diabetici con
neuropatia; raramente ad ostruzione delle vie seminali;
Il trattamento
dell’eiaculazione precoce deve essere sempre individualizzato,
dopo avere accertata la causa, primaria e/o secondaria, senza
trascurare eventuali fattori psicologici, quindi, sia l’indicazione
che la “gestione” della terapia, spetta esclusivamente al
medico.